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Il Cammino di Santiago de Compostela - Veri e falsi pellegrini

18-10-2010 - Gite, pellegrinaggi, escursioni
Pedro e il suo fido Herky
Il pensiero dell´Abate Sébastien IHIDOY della "Confraternité des pèlerins de Saint-Jacques en Bourgogne" e parroco di NAVARRENX

Si devono distinguere i veri pellegrini dai falsi pellegrini?
A questa domanda rispondo prima di tutto, con un´altra; chi può giudicare?
E´ vero che le motivazioni degli uni e degli altri sono molto diverse.
Si trovano pellegrini guidati dalla stella della fede e che vanno, come San Francesco d´Assisi,
cantando il vento,il sole e la pioggia. Questi hanno la libertà interiore.
Si incontrano,anche numerosi pellegrini in cerca di una vita più umana, ed e´ forse la motivazione più comune. Io ammiro l´autenticità della loro ricerca.
Ce ne sono altri che sono guidati da considerazioni culturali,turistiche e sportive ma sono molto sensibili alla dimensione spirituale del Cammino.
E´ vero che si trovano sul cammino persone che sono più escursionisti che pellegrini e lo dichiarano.
Ma quanti , dopo aver iniziato il cammino da marciatori lo terminano da pellegrini ! Ne ho diverse
testimonianze. Comunque sia, tutti hanno diritto al Cammino.

Di altri ci si domanda se sono vagabondi o pellegrini. Sono rari.
Ma anche se lo sono, perché posare su di essi uno sguardo di condanna isolandoli? Personalmente io do loro fiducia e li incoraggio a fare il
Cammino seriamente con tutte le esigenze che ad esso si connettono.
Si incontrano delle generosità mirabili.
Vi sono infine degli atei dichiarati. Mi direte: che ci fanno sul Cammino di San Giacomo? Credo di poter rispondere in sintesi: essi cercano una vita più autentica.
So che "Dio è all´orizzonte della ricerca di vita autentica".
Li accolgo con molto rispetto ed amicizia.
A riprova di quanto appena detto a proposito nel dare un giudizio dei veri o falsi pellegrini, voglio portarvi questo testimonianza.
Una sera una giovane coppia belga,con un cane nero, si fermano da me; tutti e due disoccupati. Dopo aver fatto amicizia e scritto una frase sulle loro credenziali, gli domando: Che cosa cercate sul Cammino?:
E´ lei che mi risponde e non dimenticherò mai l´espressione del suo viso pronunciando queste testuali parole:

"Noi cerchiamo un po´ di forza, perché siamo fragili
Un po´ di stabilità, perché siamo senza lavoro
Un po´ di equilibrio, abbiamo difficoltà a gestire la nostra vita."


C´era là una coppia più anziana, un pastore protestante e sua moglie medico. I nostri sguardi si sono incrociati non senza emozione e quello del pastore mi diceva: "Ecco dei veri pellegrini".
Io vorrei fortemente che si smettesse di giudicare i buoni ed i cattivi pellegrini.
Non è ingenuità la mia ma realismo.
Allora vi domando: come non accoglierli? Come non ascoltarli?

Come non condividere le loro domande e le loro richieste? Come non essere loro alleati e loro complici?
Il poco tempo che doniamo loro è sublime. Dietro ciascun volto c´è qualcosa di unico che si riceve.
Dicevo che accoglierli è un dovere. E´ molto di più, una fortuna, un privilegio.

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