Nell´antichità classica, la concessione di ospitalità allo straniero che chiedeva asilo era considerata come segno di civiltà. Anche i romani considerarono l´accoglienza come un´alta virtù. Per gli stoici, l´uomo è cittadino del mondo, per questo non è mai straniero; risulta così inumano non concedergli ospitalità. La vita di Gesù fu una costante petizione di alloggio, da ore prima della sua nascita a Betlemme, passando per altri molti esempi dove lo vediamo sollecitare accoglienza in case come quella di Zaccheo o quella di Lazzaro. Anche il suo messaggio è un canto all´ospitalità:
"Chi vi riceve, riceve me, e chi riceve me, riceve Quello che mi ha inviato"
La peregrinazione a Santiago di Compostela è un fenomeno che si è prolungato, durante la storia e ininterrottamente a dispetto degli alti e bassi, dal secolo IX fino ad oggi. Già dagli albori, l´ospitalità si presenta come uno dei segni distintivi di questa rotta. Ma non vi è niente di strano se teniamo in conto che l´accoglienza al forestiero si era convertita, nella Cristianità, in un mandato evangelico, pertanto, la carità non era un´opzione, bensì un obbligo per i cristiani. Saranno i monaci, specialmente i benedettini che segneranno lo sviluppo dell´ospitalità lungo il Cammino. San Benedetto, la gran figura monastica del Medioevo, aveva detto più volte che l´ospitalità doveva essere la prima virtù dei monaci. Il tipo di accoglienza benedettina è sufficientemente definita nella sua regola:
"Tutti gli ospiti che si presentano dovete accoglierli come lo stesso Cristo in persona, perché Egli dirà un giorno: ero pellegrino e mi
ospitaste."
Oggi l´organizzazione degli Hospitaleros Voluntarios è un´attività della Federazione Spagnola degli amici del Camino di Santiago. Secondo me, è una delle attività più interessanti, poiché ci permette di stare sul Cammino e a fianco del pellegrino. Centinaia di persone quest´anno si sono dedicate all´accoglienza dei pellegrini attraverso la Federazione. Sono vecchi pellegrini che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo e delle loro forze, per collaborare all´accoglienza nei rifugi del Cammino. Apportano la loro esperienza di pellegrini e, a loro volta, scoprono, attraverso l´esercizio dell´ospitalità un´altra dimensione della peregrinazione jacobea dal punto di vista del servizio e dell´accoglienza. Il lavoro è organizzato in turni di 15 giorni per dare continuità al compito ed è un lavoro faticoso e impegnativo dal punto di vista fisico e mentale. L´Hospitalero offre il suo lavoro volontario, per questo motivo viene inviato solo nei rifugi dove non si chiede denaro ma semplicemente una donazione per il mantenimento della struttura. Ogni anno, alla fine della stagione, si tiene una riunione di revisione del lavoro degli Hospitaleros (quest´anno si terrà a Santiago dal 4 al 7 dicembre), e le conclusioni dell´incontro serviranno da modello per il futuro funzionamento dell´organizzazione. Inoltre tutti gli anni, approfittando dell´esperienza di stagioni precedenti, si organizzano alcuni corsi di preparazione per i pellegrini che per la prima volta vogliono dedicarsi a questo compito. Su suggerimento degli stessi Hospitaleros, si organizzano anche corsi per veterani per migliorare la loro formazione e favorire la convivenza nella grande famiglia di pellegrini che guardano la peregrinazione dall´altro lato.
Dal 10 luglio al 10 agosto 2011 Don Antoniopercorrerà a piedi il Cammino di Santiago de Compostela.